Problema 1 : la prevenzione della guerra by Paolo Dealberti (2)
In un precedente articolo abbiamo definito i tre maggiri problemi che possono porre in crisi the Great Coalition che sta formandosi per governare l´equilibrio mondiale,(I). In questo articolo affrontiamo il primo di questi problemi : la prevenzione della guerra.
Noi usciamo dal mondo della cold war se non nel senso che eriditiamo quanto quel mondo non abbia risolto in termini di problemi che erano generati in periodi precedenti.
La fine della guerra fredda ha sancito la fine delle grandi enclave ideologiche, (J.S. Nye Jr.1992), non nel senso che le ideologie non esistono piu´ma nel senso che non hanno piu´aree geografiche-santuari in cui sono radicate od, in altri,termini “santuari” da dove i fautori possono agire contro gli antagonisti. Od almeno non in una maniera tale da essere una minaccia globale.
Tra pochi anni guarderemo al decennio 2001-2011 chiedendoci come fu possibile che si credesse che si temesse di non potere contenere Al Quaeida e la sua ideologia distorcente l´Islam basata in Afghanistan od in Sudan quando si e´riusciti a contenere il terrorismo comunista ben piu´radicato nelle nostre societa´e supportato dall´URSS. In questo senso non si puo´non concordare con l´ex Segretario di Sato James Baker III, (II),quando ricorda che se fu possibile contenere l´URSS allora e´venuto il tempo di non sovra-dimensionare la minaccia Iraniana,(2008).
Un motivo di questa distorsione nella percezione e´ dovuto al fatto che non si e´riuscito a comprendere appieno che la storia non era finita ,(Fukuyama),.ma “semplicemente” tornava. E tornava sotto forma di una diversita´di cause di conflitti internazionali.
É´ questo il back to the future della pace calda, ( come fu definita la Schewarnadze); seguita alla guerra fredda.
Uno spazio politico in cui il nazionalismo si trovava e si trova in tensione sia contro l´internazionalismo che contro il trans-nationalismo. E questo con la coscienza che in se´e per se´le forze nazionali ,internazionali e trans-nazionali non sono ne´poitive e né negative. Il comprenderlo spiega come sia possibile che le sfide siano tri-dimensionali allo stesso tempo ,( nazionali,internazionali.trans-nazionali), in un contesto che si muove sempre piu´in un limbo giuridico a-legale,(Beck,2009).
Nel 1989 si definivano cinque possibili scenari :
I) Bipolarita´
Allora si immaginava un ritorno della Russia , poi un mondo USA-Giappone ed oggi uno USA-Cina.
Parlando della multipolarita´vedremo il perche´ non fu e non e´possibile.
II) Multipolarita´
Un cliché´che viene abusato anche in questi anni. Allora la mulitpolarita´era il G7 con Russia e Cina mentre oggi e´il G20. Il problema e´che non e´ne´l uno e ne´l´altro come pure neanche un mondo a-polare ,(R.N. Hass,2008), e questo semplicemente perche´si nasconde sotto un velo di ipocrisia una verita´fondamerntale quanto esplicativa. Se e´vero che l´ordine internazionale ha piu´a vedere con la distribuzione del potere che con la giustizia allora e´anche vero che il multipolarismo di oggi non e´tra players di forza equivalente ma tra soggetti la cui forza diverge in quanto coinvolge sia un attore globale ,( USA), che attori regionali , ( EU, Cina), come pure (nuovi) attori quali i No State Actors,(NSA,III).
Purtroppo questo abbaglio e´dovuto al fatto che si rimanda al concerto delle cinque potenze del XIX, ( Kissinger 1962), dove le potenze in questione si equivalevano. Se e´vero che in ogni secolo emerge una potenza che definisce il sistema mondiale ,( Kissinger ,1994),e´anche vero che ogni nuovo sistema mondo deve basarsi su di un equilibrio. Da 40 anni questo equilibrio si basa , ( e non e´la prima volta nella storia),su soggetti a potenza differente che include strutture come i NSA che se non nascono dall´ordine di Westpahlia del 1648 ne rappresentano un´evoluzione “passata inosservata”. Per capire come questo sia possibile dobbiamo aver presente che tipo di sovranita´e´nata da Westphalia, un ordine bastao sullla sovranita´degli stati e non su quella dei popoli. Da allora questa dimensione si e´erosa con léolversi della complessita´dei rapporti internazionali mano a mano che questi rendevano centrali scenari ed attori non euro-centrici. La creazione dell´impero democratico Americano dal 1778 sul territorio nord Americano come pure la creazione di NSA quali le varie “Societa´delle Indie”,(IV), e le rivoluzioni nate da quelle Americana e Francese hanno modificato questi rappporti nel senso di creare soggetti intermediari rispetto allo stato con un potere ,(paralleno ed indipendente) proprio. Nazionalismo e partecipazione democratica hanno fatto una parte da leone nell´erodere questo bilancio di poteri.
Oggi abbiamo una struttura GXdove “X” significa che a seconda dei contesti in cui si opera variano i soggetti.
Ad esempio se si opera nella dimensione militare siamo in un mondo G4 con USA,Russia,Francia,UK,. Nell´ottica dell´organized crime il mondo e´ G6 con Italia,Turchia,Russia,Cina,Giappone,Israele.. In quello finanziario e´ G22 compendendo sia dei State Actors, (SA), come paesi G7 + 3 dei BRIC´s ,(Russia, Cina, Brasile), + Arabia Saudita e UAE a cui si uniscono sei delle 23 tipologie di NSA,(V); ,ovvero le international organization ,(IMF),le regional organization,(EU),le multinationals,i global media outlets, ( CNN, Al Jazhera …),i private controllers,,( Standard & Poors …),le national international economic powerhouse ,( I Fondi Soivrani). E via dicendo.
Ed altro non potrebbe essere in un mondo tridimensionale dove I tre principali protagonisti sono gli eredi degli ultimi imperi territoriali esistenti e creatisi nel corso di secoli, ( USA, Russia,Cina), La tridimensionalita´consta di una struttura a livelli in cui :
- al top si ha la dimensioen della sicurezza nell´accezione militare in cui un solo player ,( USA),e´gloobal e non ha rivali.
- Nel middle la dimensione economica che e´multi-players da almeno 40 anni.
- Al bottom quella della interdipendenza trans-nazionale e nazionale dove si ha il ferment maggiore e dove la dimensione del soft power gioca un ruolo il piu´delle volte piu´importante di quello dell´hard power.
Una multipolarita´imperfetta ,( in quanto non istituzionalizzata), e dimanica,( in cui I soggetti variano a seconda dei contesti), nel livello bottom.
III) 3 blocchi economici
Allora erano USA, CEE,Japan ed oggi sono USA,EU ;Cina ed e´ bene ricordare che si usano per descirvere la Cina le stesse parole che si usavano per descrivere l´ascesa del Giappone fino al giorno dell´inizio dell´implosione con la crisi della borsa.
La dimensione dei blocchi economici non e´realistica per due ragioni :
a) Il potere e´multidimensionale ,(da sempre).
b) l´integrazione delle produzioni come pure dei mercati da almeno 40 anni.
IV) Unipolarita´
Fu Charles Krauthammer ,(1991), a parlare di Pax Americana Un qualcosa che non e´mai esistito nella realta´ in quanto innestava la vittoria nella Guerra del Golfo del 1991 in un´economia mondiale che era quadripolare, ( USA,Europa,Giappone,Cina),da almeno 20 anni. Una vision che,quindi, si scontrava con le realta´che rendono impossibile la creazione di un mondo basato sui blocchi economici ma che,sfortunatamente, divenne un cliché´abusato quanto dannoso.
V) Interdipendenza a multilivelli
Quanto detto sulla multipolarita´in merito al GX puo´essere applicato all´interdipendenza a multilivell,( multilevel interdependence),nel senso che convivono diverse gerarchie con diversi attori (trasversali).
Il concetto chiave e´sempre e solo che il potere e´multidmensionale ,( un mix di hard e soft power), e ad oggi sono ancora gli USA a detenere il piu´grande potere multidimensionale . Ma non solo dato che sono il solo player ad avere un effettivo potere multidimensionale che copre tutto lo spettro soft-hard power.
In questo contesto nessuno dei GX a parte quello dell´organized crime mondiale ha interesse ad una guerra trai i propri membri.
Siamo di fronte ad una sorta di contenimento flessibile in cui i player dei diversi GX hanno interesse ad agire come responsabili stakeholder e quindi impedire sia ai loro alleati che ai trouble makers di scatenare una guerra come pure ad impedire che situazioni locali possano degenerare in realta´conflittuali tali da porre in crisi il sistema mondiale.
Due esempi lo chiariscono in maniera inequivocabile :
- Taiwan : Washington ha chiarito dalla fine del XX che non appoggera´mai Taipei in caso di un´invasione di Beijing a segutio di una proclamazione di indipendenza
- La pirateria Somala : nel 2008 Beijing e´venuta meno al tradiizonale atteggiamento di astenersi o di votare contro in caso di delibere del Consiglio di Sicurerzza ONU che prevedano un´intervento militare all´interno dei confine di una nazione. Lo ha fatto appoggiando una risoluzione che dava mandato per azioni militari anti-pirateria anche nelle acque territoriali Somale. La ratio era ,( ed e´),, la tutela dei propri intererssi commerciali posti a rsichio dai danni della pirateria al commercio internazionale.
Questi esempi dimostrano come il mantenimento dell´ordine sia la prioprita´principale. Nessun BRIC´s appoggera´il Venezuela o l´Iran in una gueera contro gli USA e/o Israele. Quello che avviene e´che i new players non vogliono modificare l´ordine che ha consentito loro di crescere ma “semplicementee” di ridisegnarsi un nuovo ruolo e peso specifico. Lo stesso dicasi per i NSA.
Paolo Dealberti©2011
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Note :
(II) http://www.info4tv.org/?p=320
(III) una seria di articoli sulle NSA
(IV) http://prosumerzen.net/2011/04/22/useuropean-powers-vs-pirates-in-africa/
(IV) http://prosumerzen.net/category/from-geopolitics-to-biopsherepolitics/no-state-actors-nsa/
(V) http://prosumerzen.net/2011/05/05/nsa-is-it-correct-the-description-of-the-21-kinds-of-nsa%c2%b4s-2/
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